
32) Epitteto. Le cose sono di due maniere.
    La tradizione stoica distingueva le cose tra quelle che sono
in nostro potere, quelle che non lo sono e quelle indifferenti.
Epitteto semplifica: le cose sono solamente di due maniere; la
via per la felicit appare ancora pi chiara

Manuale, 1 (vedi manuale pagina 170).

1   Le cose sono di due maniere; alcune in poter nostro, altre no.
Sono in poter nostro la opinione, il movimento dell'animo,
l'appetizione, l'avversione, in breve tutte quelle cose che sono
nostri propri atti. Non sono in poter nostro il corpo, gli averi,
la riputazione, i magistrati, e in breve quelle cose che non sono
nostri propri atti.
2   Le cose poste in nostro potere sono di natura libere, non
possono essere impedite n attraversate. Quelle altre sono deboli,
schiave, sottoposte a ricevere impedimento, e per ultimo sono cose
altrui.
3   Ricordati adunque che se tu reputerai per libere quelle cose
che sono di natura schiave, e per proprie quelle che sono altrui,
t'interverr di trovare quando un ostacolo quando un altro, essere
afflitto, turbato, dolerti degli uomini e degli Dei. Per lo
contrario se tu non istimerai proprio tuo se non quello che  tuo
veramente, e se terrai che sia d'altri quello che  veramente
d'altri, nessuno mai ti potr sforzare, nessuno impedire, tu non
ti dorrai di niuno, non incolperai chicchessia, non avrai nessuno
inimico, niuno ti nocer, essendo che in effetto tu non riceverai
nocumento veruno

(Epitteto, Manuale, Rizzoli, Milano, 1996, pagine 101-102).

